martedì 3 marzo 2009

A Eluana Englaro





A Eluana Englaro





Ciao Eluana la tua morte è stata plagiata da media,

che ne hanno fatto un effetto mediatico,

non agendo in modo pratico.



Sulla tua vita si è accanita la Chiesa,

non avendo una propria coscienza,

la quale è brava dare sermoni,

che non sono poi tanto buoni.



La politica è rimasta indifferente

al tuo desiderio di morire felice

che non è stato rispettato ma sottovalutato.



Ciao Eluana spero che tu possa trovar pace

In un mondo dove si bada solo all’apparenza

Senza fermarsi ad amare ciò che resta dell’ innocenza.

Omosessuali: un problema imperante






Omosessuali: un problema imperante



In una società ormai completamente allo sbando esistono ancora vecchi preconcetti o se vogliamo chiamarli in un’ altro modo tabù, l’ ultimo tabù riguarda i gay, persone le quali sono simili in tutti con noi, non è un caso se tra i cantanti degli anni 60-70 ci fosse la figura di un cantautore molto discusso per l epoca come Umberto Bindi, il quale a causa della sua omosessualità è stato allontanato dalla televisione, oppure il grande genio eclettico di Leonardo da Vinci il quale era anche lui omosessuale, però non subito per questo processi poiché seppe nascondere questo segreto.

Oppure nel campo della moda come lo stilista reggino Gianni Versace il cui marchio lo ha esportato in tutto il mondo, ultimamente ho ammirato per la sua straordinaria intelligenza Vladimir Luxuria, che non so se è ancora in parlamento, noi cosiddetti eterosessuali non ci siamo resi conto che la libertà di pensiero può avvenire anche in questo modo.

Come non dimenticare anche intellettuali come lo scrittore inglese Oscar Wilde, il quale per il fatto di essere omosessuale, venne processato e imprigionato, ma nonostante questo lui continuo a manifestare il suo amore scrivendo delle lettere al suo amato.

Infine durante la seconda guerra mondiale c’è stata la più tremenda carneficina nei confronti degli omosessuali i quali morirono a milioni dentro le camere a gas e fatti sparire dentro i forni crematori, secondo un progetto di annientamento sia fisico che morale voluto daun folle come Adolf Hitler.

Ma il problema che più mi preme sottolineare a voi è questo: perché le coppie gay non possono avere una famiglia propria come le coppie etero? Perchè non possono avere gli stessi diritti e doveri che hanno una famiglia normale? In cosa siamo diversi? Ma come si dice? L’Italia è un paese lento in questo genere di cose perché purtroppo siamo ancora moralisti, e se una cosa non ci va a genio lo dobbiamo sottolineare e in questo modo interverranno lo Stato e la Chiesa che sono i principali ostacoli per l’affermazione dei diritti dei gay.

mercoledì 11 febbraio 2009

L'ipocrisia




Oggi 11/02/2009 nella società ci stanno ancora persone ipocrite e senza giudizio che trattano persone comuni come degli oggetti senz’ anima e corpo, persone che invece di evolversi come diceva Darwin, nella teoria dell’ Evoluzione.

Ai tantissimi lettori che seguono assiduamente il mio blog, parlo di questo aspetto che neanche io saprei definire, invece di evolversi sono regredite nel vero senso della parola, infatti c’è anzi esiste una sorta di emarginazione che in soggetti di animo sensibile si manifesta assiduamente che in altri soggetti, si credono di essere chi sa chi ma non sanno nemmeno loro che sono soltanto delle idiote, che badano solo all’apparenza, e che fuori dal proprio naso non ci vedono.

Persone come queste non dovrebbero starci in società, una società fatta di persone che pensano in modo razionale e autonomo, in cui nessuno manovra i fili di un’ altra persona, come facevano i pupari con i pupi. Si sta andando verso una forma di xenofobia verso i propri simili, e questo non è un’ atteggiamento che si conviene, una xenofobia che ultimamente si è accentrata sui rumeni è su questo fatto sono d’accordo perché violentare una ragazza di 16-17 anni lo reputo una violenza nei confronti di una donna, credo in questo nella giustizia fai da te, poiché l’ intervento dello Stato non esiste, e quell’affermazione che ha fatto il premier Silvio Berlusconi, che ci vorrebbe un soldato ad ogni bella donna, cosa ci si può aspettare da un premier senza cervello come S..

Per ritornare al discorso iniziale la xenofobia e l’ emarginazione sono delle brutte bestie difficili da mandar via, come il disprezzo per l’altrui persona, per quello che rappresenta in ambito culturale e religioso, sia come usi e costumi.

domenica 8 febbraio 2009

La malattia mentale


La gente che crede di capire la malattia mentale a volte non nemmeno giudicare, qual’ è allora il limite dal quale una persona si ritrova ad essere considerato pazzo? Questa è una domanda alla quale è difficile dare una risposta, l’ uomo ma soprattutto le persone la gente in generale tende ad escludere persone pazze che in realtà pazze non lo sono. In questo caso si manifesta una forma di razzismo nei loro confronti, e le persone che li la mandano al manicomio sono i familiari, gli amici che si comportano da cosiddetti voltagabbana, la domanda principale è come si è arrivati a tutto questo, i manicomi in fondo sono un carcere dal quale è difficile uscire sani, ai malati mentali gli infermieri insieme ai medici facevano provare a donne che erano incinte l’elettroshok, con il rischio che perdevano il figlio che aspettavano. Eppure tutti noi abbiamo in fondo un pizzico di follia, ai malati dei manicomi gli infermieri somministravano medicinali, che non venivano rilasciati con ricetta, alcune volte venivano legati sul letto di contenimento e per tutto il giorno o i giorni venivano lasciati li senza nessuna assistenza, ma la cosa peggiore era che non c’erano servizi igienici. Tutto questo avveniva nel XIX secolo, una testimone vivente che ha saputo raccontare com’erano fatti i manicomi in Italia è Alda Merini, la quale ha passato molto tempo nei manicomi, ma come è possibile che una poetessa del calibro di Alda Merini, vivesse in un ospedale psichiatrico? Chi la mandata dentro il manicomio? Come ne usci con la mente intatta ? Per quanto riguarda chi fu a spedire Alda Merini nel manicomio la risposta è semplice: è stato il marito anche se poi ha ammesso che poi si è pentito, tuttavia durante il soggiorno nel manicomio gli infermieri sono riusciti solo ad intaccare il corpo di Alda, senza cancellarne l’ anima e la sua sensibilità. Per fortuna Alda Merini verrà dichiarata sana di mente e rilasciata dall’ ospedale psichiatrico, ma il mondo cambia si evolve e così anche i manicomi che non diventano più delle prigioni dell’orrore adesso si chiamano Centri d’Igiene mentale, ma il mondo dei manicomi ma soprattutto la storia di Margherita e Antonio due malati di mente che all’interno di un manicomio i quali si innamorano all’insaputa di tutti, ma quando Antonio sa della morte di Margherita, l’amore della sua vita anche lui per raggiungerla tenta il suicidio questa storia vera è stata riportata nella canzone Ti regalerò una rosa di Simone Cristicchi il quale ha partecipato al Festival di Sanremo del 2007 vincendo il Festival e il Ti regalerò una rosa è una canzone di Simone Cristicchi, vincitrice del 57° Festival di Sanremo.
La canzone, molto intensa, è una vera e propria lettera che un matto, Antonio, scrive alla sua amata Margherita dalle celle luride e buie di un manicomio, del quale anche lei è stata ospite per qualche tempo. Orrore, disperazione, solitudine: perfino in tutto questo, un amore è riuscito a sbocciare. Nonostante certe intemperie, Antonio non dimentica quei pochi momenti nei quali si sentiva vivo, uomo, in quanto poteva amare. Per liberarsi di tanto dolore, per ritrovare l'illusione di una libertà inesistente, non resta che stupire ancora una volta la sua Margherita, con un ultimo volo. All'autore, che ha sintetizzato in questo struggente testo le storie raccontategli realmente dai pazienti degli istituti psichiatrici da lui visitati per il documentario Dall'altra parte del cancello, Ti regalerò una rosa è valsa il primo premio nella sezione Campioni del 57° Festival di Sanremo, il "Premio della Critica Mia Martini", ed il Premio Sala Stampa Radio-Tv.


Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

mercoledì 3 dicembre 2008

gomorra


Gomorra: un libro- inciesta In qualunque modo la si chiama: Sacra Corona Unita, Cosa Nostra, Camorra, ‘ndrangheta, la parola che riunisce tutte queste organizzazioni criminali è, e non si discute su questo è Mafia. Le regioni a cui appartengono queste organizzazioni criminali sono: Puglia, Sicilia, Calabria e per finire Campania, ogni anno la regione che ha il maggior numero di morti lasciati per le strade è senz’ombra di dubbio la Camorra, quindi la Campania, questo lo si deve al clan dei Casalesi comandati da Francesco Schiavone detto “Sandokan” per la spietata ferocia. Ma le altre regioni non sono da meno per quanto riguarda il numero di morti lasciati ogni anno, ma la figura del mafioso sia come aspetto che come atteggiamento è molto cambiata, una volta lo si vedeva con la coppola, la lupara che teneva in mano e i lunghi baffi, dapprima il loro comportamento creava molto rumore, basti ricordare con quanta ferocia i corleonesi di Totò Riina si sono fatti avanti nella conquista di Palermo per affermare la loro egemonia rispetto ai loro rivali, dove il più delle volte li uccidevano senza pensarci due volte. In questi giorni non si è fatto che parlare del libro- inchiesta di Roberto Saviano “Gomorra” il quale dopo aver scritto questo libro è stato messo sotto scorta, a causa dei i contenuti del libro che non raccontano altro se non di cosa si occupa la Camorra, degli intrecci con la politica, del numero di morti che la città di Napoli si porta appresso da molto tempo, del racket della spazzatura, del contrabbando di capi di abbigliamento falsi, i quali provengono dalla Cina, dai suoi laboratori dove gli operai vengono sfruttati con salari bassissimi. Il libro “Gomorra” racconta questi e altri fatti riguardo a ciò che stà accadendo in Campania, sia per quanto riguarda il clan dei Casalesi, sia per i clan rivali, Saviano dice che in confronto a Napoli, Corleone è una caricatura di Walt Diney. Ma la Campania è ritornata alla ribalta non solo per i suoi loschi affari illeciti, ma anche dopo l’uscita del film Gomorra, il quale ha riscosso un’ enorme successo tanto che è in lista alla candidatura dei premi Oscar, negli Stati Uniti. « Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me. »
(Roberto Saviano[10])


domenica 12 ottobre 2008

un amore diverso


Un amore diverso



Il pulmann sta viaggiando ininterrottamente lungo l’autostrada, nonostante ci sia molto traffico, dal cielo iniziano a cadere le prime gocce di quello che sembri prospettarsi un temporale.

All’interno si respira un’atmosfera molto tranquilla, una ragazza fissa ininterrottamente il paesaggio circostante che cambia continuamente. Il pulmann è diretto in Sicilia, è partito dalla provincia di Rieti, la ragazza adesso smette di guardare il paesaggio distratta dal suono del suo cellulare, le labbra si piegano a formare un sorriso, alza lo sportellino e inizia a rispondere. “pronto” “pronto non dirmi che ti sei dimenticata chi sono” “sono Filippo, come fai ancora ha non ricordartene, abbiamo anche frequentato le scuole medie insieme” “ah….Filippo…” “scusa se non ti ho risposto subito” “il fatto è che non mi aspettavo una tua telefonata!! Dimmi volevi qualcosa?” “sinceramente no” “Ho saputo che stai andando in Sicilia. Il viaggio come sta andando? Hai avuto degli imprevisti?” “No, per il momento no il viaggio procede speditamente.” “senti ti devo lasciare che il pulmann sta entrando in galleria, e il telefono perde la linea, anzi la sta già perdendo ci sentiamo quando arrivo!! ti telefono io Filippo non preoccuparti!!” “Ciao Filippo” “ Ciao Maryanna”. Detto questo chiude il telefonino, nel momento stesso in cui il pulmann sta entrando nella galleria, Maryanna ha tatuato sulla spalla sinistra il volto di Ernesto Chè Guevara, l’eroe della rivoluzione cubana oltre a Fidel Castro. La mente di Maryanna è affollata di mille pensieri, ai quali non riesce a dare un ordine logico, per Maryanna il fatto di ritornare in Sicilia per lei non è un trauma, oltre al fatto che a Messina ha una nonna alla quale, lei è molto legata, oltre che da un affetto smisurato, con lei riesce a parlare sciolta di certi argomenti che con i suoi genitori non avrebbe mai potuto parlarne e affrontarli. Parliamo un po’ di questa nonna che con la sua età 70 anni, riesce sempre a dispensare consigli e considerazioni sulle quali Maryanna non riuscirebbe ha farne a meno. Questa anziana signora, si chiama Elisa de Marchi, Manuel de la Vega insieme a Maryanna sono seduti in mezzo a un campo di grano, intorno a loro non si ode nient’altro che il gracidare delle cicale. Entrambi coricati l’uno sull’altro osservano un cielo plumbeo che non avrebbero mai rivisto. Si alza all’improvviso un vento leggero che scompiglia i capelli di Maryanna, potrebbe sembrare uno di quei paesaggi dipinti da Vincent Van Gogh, il cielo si comincia a popolare di corvi che col loro gracchiare interrompono il silenzio che avvolgeva il campo di grano. Arrivata a Messina e precisamente alla stazione dei pulman, inizia a scendere i bagagli, all’ arrivo ci sono il fratello Aldo e lo zio Amilcare. Decidono di prendere un taxi diretti alla casa sita in via E. de Amicis., l’entrata era meno appariscente di quanto si poteva immaginare, vicino alla porta d’ingresso c’era un’ albero di camelie fiorito, Maryanna non se l’era mai immaginata in questo senso, anche se non ne è stupita. D’altronde conosce benissimo come sono fatti lo zio Aldo e la zia Felicia, per esempio per quanto riguarda la zia Felicia va matta per i dolci alla frutta specialmente se contengono ananas e fragole. Invece per lo zio Aldo invece è il contrario di Felicia, gli piace passeggiare col suo bastone, mentre al contempo si fuma il suo bel sigaro, vizio dal quale non ha mai smesso. E’ un uomo robusto, ha soli 70 anni anche se alla vista ne potrebbe avere di meno, egli come persona è abbastanza socievole, solo a volte un po’ burbero, ma in compenso un bonaccione. Maryanna dalla sua finestra al piano di sopra osserva l’albero di camelie scosso da una brezza, la quale fa cadere dei petali, nel suo diario da viaggio annota quello che gli è accaduto in questo momento, anche se non ci sono fatti abbastanza rilevanti. Ma cosa fa in questo momento Manuel de la Vega egli è un ragazzo abbastanza estroverso, il quale non è affatto un difetto. A Manuel è capitato un fatto alquanto strano se si potesse classificare cosi, un giorno passeggia lungo il corso di una piazza, tranquillo come sempre ad un certo punto si gira a destra e vede due ragazze le quali parlano come se niente fosse Manuel le inizia a salutare e loro senza rispondergli si alzano e se ne vanno. In questo momento Manuel gli viene quasi da sorridere, infatti, nella sua mente egli gia pensa, che quelle due ragazze non siano tanto intelligenti anche se loro cercano di atteggiarsi.Intanto Maryanna esce di casa, e si dirige sulla spiaggia sedendosi sul muretto a osservare il sole che ad occhio nudo si nasconde dentro il mare. La mente di Maryanna è piena di pensieri, i quali viaggiano in un’ ordine casuale, Manuel in quel momento passeggia vicino al muretto proprio dove si trova Maryanna, anche se lei non se ne accorge, egli si avvicina e da dietro gli mette una rosa nei capelli castano, lei gira la testa e gli sorride, “ciao sono Manuel” a Maryanna la quale lo guarda senza neanche accorgesene gli scappa un sorriso e non si allontana neanche quando lui si avvicina. “io invece sono Maryanna, sei tu che mi hai messo la rosa tra i capelli?” “si. La rosa è un gesto, oltre che un fiore che si addice alla tua bellezza!!” Maryanna scende dal muretto e guarda Manuel occhi negli occhi, in quel momento il cuore di Manuel comincia ad andare in aritmia, a pompare molto più sangue non aveva mai provato quella sensazione. E’ come se il corso naturale del tempo e degli eventi si fosse fermato, a parte loro due sembra che intorno a loro due non ci sia proprio nessuno che può rovinare quel momento, Manuel estrae dalla tasca del giaccone un foglio con su scritta una poesia la quale non ha un titolo vero proprio:



Seduta su una panchina

di prima mattina

a osservare la bellezza

senza avere tristezza.



Sei sempre più sola

come l’aurora

nel cielo stellato

dal firmamento incontrastato.



Tu sei come un fiume

che scorre senza posa

più di una rosa

che al mattino non riposa.



La tua pelle è delicata

come fosse vellutata

il tuo viso è un’ essenza

che non nasce dalla scienza.



I tuoi occhi san guardare

più in là del cielo e del mare

dove altri hanno fallito

non scoprendo l’infinito.



Manuel de La Vega



A Maryanna dopo averla letta le guance gli cominciano a colorare di un color porpora, non sa davvero cosa dire, dopo aver letto quella poesia, la quale è stata scritta con parole semplici, le quali sono scaturite dal cuore di Manuel. “Manuel in tutta verità non davvero cosa dire, questa poesia ha qualcosa di magico, poi le parole che hai usato mi hanno colpito al cuore.” Il viso di Maryanna si colora di una nuova luce, gli occhi le brillano come non le brillavano da molto tempo, Manuel ha saputo esprimere quello che davvero provava senza essere troppo timido e né tanto figo. “Manuel!!” “dimmi” “ti assicuro che da questa poesia non mi separerò neanche per un giorno.” Detto questo Maryanna si avvicina a Manuel e lo bacia con una tenerezza che non le apparteneva, inizia ad assaporare quel profumo di lavanda misto alla cannella, e si dirige verso la spiaggia e mentre si avvicinano alla riva il sole ha completato il suo tramonto. I due si rincorrono l’ un l’ altro come se si conoscessero da sempre, ad un certo punto Manuel fa cadere senza che si faccia nulla Maryanna, lui si mette sopra a lei, e inizia a baciarla con un trasporto che non credeva di possedere. “ti amo Maryanna” “vorrei averti conosciuta prima” “non dire niente che possa disturbare questo momento” si rialzano e camminando mano per mano soltanto con la notte inoltrata si allontanano dalla spiaggia. Il giorno dopo sembra un girono uguale agli altri, un taxi di prima mattina corre per le strade di Messina e senza elevata velocita, all’ interno di questo taxi c’è una signorina distinta, che agli occhi delle persone può passare come figlia dell’alta borghesia, anche se poi non è così. Lei si chiama Elena Costantine e suona l’arpa divinamente come nessun’ altra, ma la domanda da porsi in questo momento è cosa ci farà mai una signorina di questo spessore a Messina? Essa ha un fisico da non discuterne affatto, i capelli color rosso ambra, la carnagione chiara, le dita molto curate anche se non si è ha mai tolta il vizio di fumare per l’esattezza Chusterfield blue, anche se lei fuma occasionalmente col bocchino d’oro. Maryanna sta seduta su una panchina nell’ attesa di aspettare Manuel, non si era mai sentita così, neanche lei riesce lo stato d’ animo che la percuote. Da un lato è felice di quello che sta vivendo, ma dall’ altro ha paura che questa meravigliosa esperienza o storia si possa infrangere come un vaso lasciato cadere va a pezzi. “oddio cosa sto pensando!!!” “non dovrei fare nemmeno dei discorsi del genere” “e poi non succederà nulla di allarmante” in fondo provare dei sentimenti non è qualcosa di grave, è sentire il cuore che batte più forte senza che tu riesca a controllarlo, e in effetti è proprio vero, è come fare un lungo viaggio alla scoperta di una nuova che forse a tua insaputa la stai gia vivendo. Tutto questo Maryanna lo sta vivendo ma inconsciamente, Manuel vuole dare un senso alla sua vita, ha scritto dentro un mazzo di rose rosse di quanto ama Maryanna, quale occasione migliore se non una cena a lume di candela.

Lo scenario a qualcosa di pittoresco, un ristorante che si affaccia sul mare, Maryanna ha un vestito lungo color avorio, un braccialetto verde che si abbinano con gli orecchini. Manuel ha deciso di prenotare un tavolo che si affacci proprio sul mare al tramonto, gia Maryanna quando vede quel tramonto rimane davvero senza parole, forse erano proprio questi dettagli che gli mancavano. “Manuel sono senza fiato” “ e questo è solo l’ inizio, vedrai dopo” “non ti sapevo cosi pieno di peculiarità, mi sorprendi sempre di più, lo sai vero?” Detto questo si siedono uno di fronte all’ altro, sguardi che si lanciano l’un l’altro, in fondo per loro due tutto il via vai che c’è nel ristorante sembra che non esisti.

E’ come se in fondo loro vivessero dentro uno scrigno dal quale è molto difficile espugnare.

Maryanna sente che questo ragazzo ha buone intenzioni, che non la tradirebbe mai, con un’ altra ragazza e questo è il sogno che desiderano tutte le adolescenti. Ma sarà proprio vero? Chi lo sa’? Manuel il quale possiede una bella moto decide di portare Maryanna ha fare un giro sulla sua Yamaha 120, tutta nuova di zecca al circuito di formula uno. Lei in sella, dietro a lui due cuori che battono in uno solo, lo stesso tempo senza che ci sia una variazione di troppo, lei gli si stringe ancora di più sia per non perdere l’ equilibrio ma anche per protezione. Come un fiore il quale ha bisogno di tutta la cura possibile perché possa sbocciare nel migliore dei modi, anche Maryanna ne ha lo stesso bisogno. Il rombo del motore della Yamaha comincia a rallentare segno che Manuel e Maryanna se ne devono andare.Intorno a loro il cielo ha assunto un colore brunastro e si avviano in citta’ , “Manuel non mi sono divertita in vita mia” “è stato stupendo, fantastico allo stato puro” tra di loro sfugge un bacio innocente anche se Maryanna non si ritrae, “Mary dai che dobbiamo proprio andare non vorrei far preoccupare i tuoi !!”.

Se nella vita è davvero possibile che i giorni non finiscano mai, è proprio vero, non esiste niente di sovrannaturale, se ci dovesse essere il sovrannaturale tutti noi saremmo prede di un marionettista che muove le sue marionette (persone), a suo piacimento senza che ci si possa ribellare, Maryanna invita Manuel al parco la sera perché ci sarà una tragedia dal titolo Agamennone, intanto prima di andare al parco passa prima in pizzeria prima di andare alla tragedia. All’ arrivo al parco Maryanna le si lancia con tutto il peso in corpo, con tutta quella contentezza la quale è molto difficile cacciar via “sono felicissima Manuel.” “non ci credo. Lo dici cosi.” “invece no, non fatto altro che pensarti, e ti ho portato anche questa” e prende dalla tasca della giacca un foglio contenente una poesia:



Il buio è sempre più scuro

senza che ci sia futuro

ma c’è una luce

che brilla più del lume.



Vedo due occhi

che non sono distorti

guardo il tuo viso

che è il paradiso.



Sei come una rosa

più di una sposa

il cuore che batte

ancora pulsante.



La voce che hai

ha un suono profondo

non è come il ghiaccio

ha molto coraggio.



Manuel de La Vega





Maryanna la legge come al suo solito tutta d’un fiato, a un’ altro po’ gli mancava pure di respirare, lo bacia con una tale forza, che non gli importa neanche del luogo dove si trova e della gente che li guarda.

Manuel sembra davvero una persona come non c’è ne sono al mondo, per quanto riguarda i gusti musicali di Manuel, gli piace soprattutto la musica inglese, anche se non sdegna quella italiana l’artista da lui più amata è Mia Martini, anche se è scomparsa nel 1995, a causa di un infarto, ma a lui gli piace quella voce roca e al tempo stesso fragile com’ èra anche la personalità stessa di Mimì.

La canzone che più gli piace è “Gli uomini non cambiano” oltre ad “ Almeno tu nell’universo”, a Maryanna invece piace Vasco Rossi, Francesco de Gregori, ma il cantante che più ammira è Lucio Battisti.

A questo punto il finale che più si addice è un bel tramonto con lo scenario di un ponte sul quale stanno camminando i nostri due protagonisti, stretti l’un l’altro perché fa molto freddo. Il sole sta finendo il suo tramonto con l’ acqua del fiume che scorre silenziosa senza far rumore. “sai una cosa Maryanna stavo pensando a noi due” “in che senso a noi due?” “nel senso che vorrei dimenticare tutto il resto” “anche se la cosa che mi dà fastidio, quello che non sò è il nostro futuro.” “perché stai dicendo questo?” “e poi non sarai mai solo ci sarò al tuo fianco” “hai ragione non dovrei preoccuparmi di questo” “brrrr che freddo ho le mani congelate” “lascia che te le scaldi allora” detto questo Maryanna le si avvicina. Rimangono immobili mentre il mondo scorre come al suo solito, ma anche loro. Sta per iniziare una nuova vita per loro, d’ora in poi.

lunedì 4 agosto 2008

la sicurezza


La sicurezza



Un problema che sta affliggendo il nostro paese è la sicurezza nei confronti dei cittadini, i quali sono il principale mirino di delinquenti comuni e non, ma cosa si può fare in modo per salvaguardare la loro incolumità?

Be col governo che abbiamo nel nostro paese aimè non si può fare molto, anche perche’ abbiamo come Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il quale ad ogni convegno del suo partito promette promette e ancora promette risultati per la salvaguardia dei cittadini che non si sono fatti, poi dice le cose con quel suo sorriso che ormai non vale più.

La situazione economica poi della nostra Italia, non è delle migliori con la benzina e il caro petrolio che è alle stelle, la frutta e le verdure hanno subito un processo d’ inflazione che non si era mai verificato nel nostro paese, ma tornando alla sicurezza la domanda da porsi è questa: le forze dell’ ordine cosa stanno facendo secondo me stanno solo con le mani in tasca e loro poi sarebbero i tutori dell’ ordine pubblico? Dovrebbero intensificare i controlli, fare delle ronde notturne, controllare accuratamente i quartieri e vigilare sempre sui cittadini senza perderli di vista.

Ma quello che si dovrebbe eliminare è questo governo formato da personaggi loschi e infidi che tengono solo alla loro poltrona politica, e partecipare a feste vip con i personaggi del Jet Set. Si direbbe che tutto fili liscio come l’ olio, è invece non è cosi, il governo di Berlusconi insieme all’ amico Umberto Bossi non è che stia facendo una buona politica nei confronti di quei clandestini che lavorano in nero ma che però al tempo stesso non sono criminali.

Un’ altro problema è quello dei vu cumpra’ che girano per le spiaggie di tutta Italia, i quali vendono merce contraffatta, ma da un punto di vista economico, perché non si dovrebbe comprare niente da loro i quali vendono a prezzi inferiori e conveniente. Un italiano dovrebbe spendere per esempio 220 euro per un vestito quando può comprare lo stesso vestito pagandolo molto di meno e poi chi se ne frega se non è di marca. Questa è la mia opinione ed è anche un punto di vista apprezzo anche le critiche purchè non siano pesanti.